"Picnic sul ciglio della strada" di Arkadij e Boris Strugarskij è un romanzo del 1971 interessante per due aspetti: in esso troviamo un elemento affascinante, la Zona, di cui parleremo e, secondo aspetto, dialoghi e descrizioni sono talvolta di livello eccelso. A mio avviso ha anche dei difetti, ovvero mi sembra poco strutturato e non comprendo il senso del cambio di narratore dall'iniziale prima persona al narratore onniscente. In molti hanno precisato che è un problema solo mio, ci sta, son gusti.
Qualche dubbio anche sulla traduzione dell'edizione che ho letto io (editore Marcos Y Marcos), troviamo "pilla" come forma dialettale per denaro. Non so come fosse nella versione originale russa, ma "pilla" lo capisco io che vivo in provincia di Bologna, ma altri no. Comunque dal contesto si arriva a comprendere.
Ma cosa trovo di bello? La Zona, certo! Ecco come un'idea può costituire il valore di un'opera più di tutti gli aspetti tecnici o di contorno. Quest'area in cui gli alieni sarebbero atterrati, lasciando anomalie letali e oggetti dai poteri talvolta inspiegabili, è il teatro perfetto per le scorrerie degli Stalker, tizi che provano a cercare i tesori della Zona e a portarvi chi desideri entrarci, sfidando le truppe di guardia all'esterno di questa grande area e, ancor più i numerosi pericoli talvolta difficili da prevedere, che saranno molto più chiari alla fine del romanzo piuttosto che all'inizio.
Ci sono le "tagliole", ovvero spazi di gravità concentrata che possono schiacciare a terra qualunque cosa, c'è la "gelatina di strega" che trasforma in materia molle le ossa dei malcapitati che tocca, c'è un vento caldo come il vapore e molto altro.
Il protagonista, Redrick "Red" Schuhart, è uno Stalker che ha qualche problema con l'alcool e che nelle diverse fasi della sua vita (il romanzo ci porta lungo un arco temporale relativamente ampio) considera la Zona in modi diversi, mostrando un'evoluzione del suo rapporto con questa anomalia.
Sarebbe facile considerare "Picnic sul ciglio della strada" un'opera di assoluto rilievo nella letteratura speculativa e ritengo che non si sbaglierebbe. L'idea è potente e all'idea si aggiungono momenti di altissima qualità narrativa, al netto di quegli elementi che ho segnalato e che forse interessano solo a me.
Uno dei momenti in assoluto più interessanti è quando veniamo in contatto con il senso del titolo, non dirò di più, ma scoprire cosa sia il "Picnic sul ciglio della strada" mi ha davvero estasiato, per me è la seconda grande idea di questo romanzo, forse al pari della Zona.